Privacy dei social media

Che cosa è

La privacy nei social media è il diritto tutelato e garantito in capo all'utente che utilizzi tali applicazioni internet di controllare che le informazioni che lo riguardano vengano trattate nel rispetto delle norme che le regolano ed, in particolare, nel rispetto dell'autodeterminazione del singolo alla loro diffusione e, contestualmente, nel controllo delle notizie che lo riguardano.  

Evoluzione normativa

Il Codice della privacy riconosce a "chiunque il diritto alla protezione dei dati personali".
Per garantire tale diritto è prevista una serie di strumenti:

  • la correttezza del trattamento dei dati;
  • la possibilità di intervento dell'interessato.

Chi utilizza i dati personali di un soggetto è tenuto a rilasciare una informativa per illustrare le finalità e le modalità del trattamento dei dati, mentre il soggetto che conferisce i dati può verificare la correttezza del trattamento ed, in alcuni casi, revocare il proprio consenso al trattamento.
Nell'applicazione di queste regole al mondo virtuale si incontrano non pochi problemi, in quanto la rete internet per le sue particolari caratteristiche pone serie difficoltà nell'attuazione di forme di controllo, anche se la tutela dei dati personali non deve essere considerata come un ostacolo alla circolazione delle informazioni, ma come una delle regole utili ad un miglior funzionamento del sistema disciplinando e rendendo trasparente il flusso delle informazioni a garanzia e tutela degli interessati.

Diritto all'oblio

Il diritto all'oblio è il diritto dell'utente ad essere dimenticato in relazione a dati pregiudizievoli, non pertinenti, non necessari o non collegati con fatti di cronaca, vale a dire il diritto a poter cancellare completamente i propri dati personali, spesso dallo stesso inseriti, nei motori di ricerca e nei social network.
Questo diritto è invocato soprattutto dai soggetti più deboli, gli adolescenti ed i giovanissimi che inseriscono materiale di cui più avanti potrebbero pentirsi.
Ciò è reso difficile dal fatto che la struttura dei social media rende praticamente impossibile la completa cancellazione del dati.

Consenso informato

L'evoluzione della rete con lo sviluppo dei social network ha trasformato l'uso di internet da parte dei cittadini e ha posto problemi nell'ambito della tutela della privacy, problemi tali da spingere la Commissione Europea ad aggiornare le regole sulla protezione dei dati personali come quelle relative al consenso informato.
Il consenso informato è finalizzato a consegnare il potere sui propri dati personale all'utente tramite un doppio metodo:

  1. tenere sotto controllo la diffusione degli stessi;
  2. conoscere chi tratta i propri dati e a quale scopo.

Privacy e Facebook

Facebook è l'esempio più eclatante e più rappresentativo nella categoria dei Social Networks.
Il suo successo è dovuto dalla semplicità di utilizzo che, unitamente alla gratuità del servizio, sono stati in grado di coinvolgere un numero impressionante di persone.
L'utilizzo di questo strumento di comunicazione presenta, tuttavia molti rischi per la riservatezza dell'utente:

  1. nel momento in cui ci si iscrive a Facebook, automaticamente e senza il previo consenso dell'utente, il nome di quest'ultimo viene indicizzato sui motori di ricerca estranei al network così che i suoi dati e la sua immagine sono esposti e visibili a qualsiasi soggetto terzo (anche non iscritto alla community);
  2. quanto al diritto alla cancellazione, l'utente non è messo nelle condizioni di poter facilmente recedere dal servizio in quanto sulla pagina principale non è riportata alcuna indicazione in merito ma solo accedendo all'interno dell'area "impostazioni" è possibile cancellare l'account. Inoltre, tutte le informazioni, le immagini e i dati personali non vengono immediatamente rimossi ma restano sul server per un periodo di tempo indeterminato (per un eventuale riaccesso al network da parte dell'utente "pentito"), contrariamente a quanto richiesto dall'utente.

Conseguenze negative sull'utente

In rete circolano spesso molte informazioni personali da parte di utenti inesperti che consentono tracciabilità ed una facile definizione del profilo.
Qualunque dato messo su internet è per sempre su internet.
Questo dato di fatto porta a conseguenze dannose ancora più gravi per l'utente debole:

  1. atti persecutori: nonostante si neghi la configurazione del reato di stalking via mail, il molestatore, attraverso l'uso di internet (si pensi soprattutto a Facebook in cui vicende di questo tipo sono note), può carpire dati sensibili e giungere facilmente all'individuazione dei luoghi frequentati dalla vittima e porre in essere la sua condotta criminosa;
  2. permettere l'azione di truffatori di ogni genere, dai ladri di identità ai ladri di "cose".




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